Accademia di magia Novakid: Capitolo 3
Accademia di magia Novakid

Accademia di magia Novakid: Capitolo 3

In cui impariamo qualcosa sui viaggi attraverso lo spazio

Alex era seduto sul letto e leggeva un libro. Era un ragazzo normale, in un appartamento normale, in una città normale. Non c’era niente di speciale in questo, tranne un piccolo dettaglio: il libro che stava leggendo era scritto nel linguaggio magico. Alex non riusciva ancora a capire tutte le parole, ma si stava impegnando. Vicino a lui teneva un cellulare con un dizionario elettronico che usava per cercare il significato delle parole che non conosceva. All’improvviso, sullo schermo apparve un avviso. Alex guardò il telefono e rimase sbalordito. Era un messaggio inviato da uno studente dell’Accademia di Magia Novakid: «Abbiamo bisogno di aiuto!».
Sembrava che uno dei suoi amici fosse riuscito a inviare un messaggio al mondo umano. Ma chi? Alex non lo sapeva, ma non gli interessava. La cosa più importante era che qualcuno aveva bisogno del suo aiuto. Non poteva ignorare un messaggio del genere, ma non poteva nemmeno teletrasportarsi nell’altro mondo senza avvisare nessuno. I suoi genitori e il suo adorato gatto Bartolomiao si sarebbero preoccupati se non lo avessero trovato in camera sua. Doveva trovare una soluzione.

Si alzò dal letto e uscì dalla stanza. I suoi genitori stavano guardando la televisione.

— Mammaaa, papààà, vado a letto, va bene?
Sua madre mise il film in pausa.
— Perché vai a dormire così presto? — chiese sorpresa.
— Niente… sono stanco. E domani voglio arrivare a scuola in anticipo per la prima ora di lezione…
— Non sarai malato? — la madre di Alex si avvicinò a suo figlio allarmata e gli mise una mano sulla fronte.
— No, va tutto bene. Voglio solo andare a dormire.
— Va bene, tesoro, buonanotte, — disse lei e lo baciò sulla fronte.
— Buonanotte, — disse suo padre sbadigliando. In realtà, anche a lui era venuto sonno con quel film noioso. — Fai bene. Chi va a letto presto, si alza presto! E chi si alza presto, riesce a fare molte più cose— concluse sbadigliando di nuovo.

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