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Sviluppare l'intelligenza emotiva nei bambini: come e perché
Novakid per i genitori
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05.01.2023
Time icon 7 min
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Sviluppare l’intelligenza emotiva nei bambini: come e perché

Indice dei contenuti

Intelligenza emotiva. In questa intervista lo psicologo Gülizar Şehitoğlu, consulente della scuola di inglese online Novakid, spiega in modo chiaro perché ogni genitore dovrebbe allenare bambini e bambine a sviluppare l’intelligenza emotiva, e come farlo. 

Secondo le ricerche, bambine e bambini più emotivamente intelligenti hanno un maggiore successo da adulti: essendo più stabili dal punto di vista emotivo riescono a costruire relazioni sociali migliori, sanno come esprimere i loro bisogni, chiedere aiuto ed esprimere le emozioni, sono più capaci di risolvere bene i conflitti  e sono più capaci di concentrarsi. L’intelligenza emotiva inoltre aiuta bambini e bambine a combattere il bullismo.

Che cos’è l’intelligenza emotiva?

Gülizar Şehitoğlu:

“L’intelligenza emotiva è la capacità di gestire le emozioni in modo appropriato, e nel rispetto degli altri. Non c’è un’età a partire dalla quale i bambini dovrebbero essere educati all’intelligenza emotiva, è qualcosa che inizia sin dalla nascita. Come psicologo, direi che il processo dovrebbe iniziare il più presto possibile”. 

Quindi l’intelligenza emotiva è qualcosa che va insegnata ai bambini? “Sì. Pensiamo a un bambino piccolo: per sopravvivere ha bisogno di essere accudito da un caregiver, che può essere la mamma o qualcun altro. Il bambino ha molti bisogni già dalla nascita, ma l’unico modo per esprimere i suoi bisogni è il pianto. Un genitore ricettivo, che capisce i bisogni del bambino e li soddisfa, sta già insegnando al bambino le emozioni. Per esempio: il bambino ha fame e la mamma dice “stai piangendo perché hai fame”. Quando usiamo un linguaggio che riflette i bisogni di bambine e bambini e le loro emozioni, stiamo insegnando l’intelligenza emotiva”.

Intelligenza emotiva nei bambini: riconoscere le emozioni

Il primo passo per sviluppare l’intelligenza emotiva nei bambini e nelle bambine, quindi, è quello di dare un nome alle emozioni? “Certo, in modo appropriato all’età. Quando bambini e bambine iniziano a parlare e a interagire con gli altri e con il mondo, anche le emozioni e gli impulsi aumentano. Per insegnare l’intelligenza emotiva il genitore deve essere positivo, interagire con i bambini e aiutarli a dare un nome alle emozioni che provano, fare esperienze insieme, essere un modello. Consiglio sempre ai genitori di “etichettare” le emozioni, dare loro un nome. Si può costruire un vocabolario delle emozioni, con adesivi, disegni o un dizionario fai da te. In questo modo bambini e bambine imparano a descrivere quello che provano, con le parole giuste. I bambini, inoltre, imparano dagli adulti, quindi è importante che i genitori siano un modello. Come interagisce il genitore con il suo ambiente? Come gestisce i problemi della vita quotidiana?”

Educazione emotiva nei bambini: convalidare le emozioni

Qual è il modo giusto di parlare delle emozioni con bambini e bambine? E, soprattutto, come aiutarli a capire e ad affrontare le emozioni difficili? “È un’ottima domanda. Dobbiamo distinguere tra emozioni e comportamenti. Le emozioni non sono mai sbagliate, i comportamenti sì. Immaginiamo un bambino che piange perché il suo giocattolo preferito si è rotto. Se la mamma gli dice: “Basta piangere per questa sciocchezza” il bambino penserà che sentirsi triste o arrabbiato perché il giocattolo si è rotto sia sbagliato. Ogni volta che minimizziamo i sentimenti di bambini e bambine mandiamo il messaggio che le emozioni che provano siano sbagliate. Se, però, il bambino piange per il giocattolo rotto e per la rabbia colpisce la mamma, allora è il caso di fermarlo. Possiamo dire: “Capisco che sei arrabbiato perché il tuo giocattolo si è rotto e ci tenevi tanto, ma io sono qui per consolarti”. La convalida delle emozioni è molto importante per sviluppare l’intelligenza emotiva dei bambini. 

Nella mia attività di psicologo ho osservato spesso che i genitori non distinguono tra emozioni e comportamento, in parte perché hanno difficoltà a gestire le proprie emozioni. Se non si è consapevoli delle proprie emozioni, non si può insegnare ai figli a gestirle. Osservatevi, cercate di capire come reagite quando siete arrabbiati, cosa dite e cosa comunicate con il linguaggio del corpo. Per gestire le emozioni dobbiamo viverle ed essere consapevoli delle nostre reazioni”. 

I cinque pilastri dell’intelligenza emotiva

Quali sono gli elementi dell’intelligenza emotiva? Cosa dobbiamo insegnare a bambini e bambine per sviluppare l’intelligenza emotiva? “L’intelligenza emotiva per bambini come per gli adulti è composta di cinque elementi:

1. Consapevolezza. Sapere cosa si prova in un determinato momento e capire come le nostre emozioni influenzano gli altri. 

2. Autocontrollo. L’aspetto più importante. Saper controllare la nostra reazione alle emozioni, considerare le possibili conseguenze delle nostre reazioni. I  bambini non hanno un sistema nervoso ancora completamente sviluppato, quindi reagiscono in modo impulsivo. Gli adulti hanno un sistema nervoso sviluppato, conoscono le emozioni e sanno controllarsi: “sono arrabbiato, devo fare una pausa e calmarmi”. Avere l’esempio di un genitore che sa gestire e controllare le proprie emozioni è molto importante per i bambini. 

3. Motivazione. La capacità di raggiungere gli obiettivi nonostante si provino emozioni negative o distruttive. La vita a volte è difficile, accadono cose brutte e non è sempre facile affrontare i problemi quotidiani. Quando ci troviamo in una situazione negativa, ma ne siamo consapevoli e riusciamo ad affrontarla, diamo ai nostri figli un ottimo modello da seguire.

4. Empatia. La capacità di capire come si sentono gli altri. Anche in questo caso, l’esempio dei genitori è importante e i bambini devono sperimentare l’empatia in casa, sentire che i genitori capiscono il loro stato d’animo o comunque si sforzano di capire. Dobbiamo parlare con bambini e bambine dei problemi che incontrano, chiedere come si sentono, qual è la loro reazione, aiutarli a trovare da soli la soluzione migliore. Non dare soluzioni già pronte, ma aiutare bambini e bambine a trovare la loro.

5. Abilità sociali. Saper gestire le relazioni, sapere quale comportamento adottare per ottenere la giusta reazione dagli altri.

Aiutare bambini e bambine a sviluppare l’intelligenza emotiva è un processo che inizia alla nascita e continua fino all’adolescenza. Per essere dei buoni allenatori emotivi, i genitori devono guardare a se stessi prima di tutto. Come gestisci le tue emozioni? Sai risconoscerle? Quali comportamenti metti in atto quando sei triste, felice, arrabbiato?

Quanto spesso parli delle emozioni con tuo figlio o tua figlia? 

 

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